DIVINE GEOMETRIE So che esiste un accordo segreto fra creazione e materia. Lʼho visto nella spirale di certe conchiglie e nei rapporti armonici di una foglia: mi sono bastati i dettagli per rincorrere le tracce di un fascino geometrico. In notti prolifiche inseguo una divisione ordinata dello spazio, rigoroso come una astrazione; traccio maglie e forme spiralate. Rivisito le simmetriche maglie-scultura intravviste nel sogno assieme a Capucci. I colori sfumano sbiancandosi, le forme si squagliano al calore del sole, gli spigoli si incurvano. Nei vasti bianchi e neri in quadricromia, prendono vita i colori: bianchi solari che accecano, blu invece slavati, un turchese tahitiano che scalpita nella luce, e il giallo che grida come il colore della follia. Il jersey esulta nelle macchie dello shibori o nei soffietti cromatici che aggiungono tridimensionalità alle sculture lineari. Geometrie mimetiche nel pachtwork di cromie e materiali di uno stesso capo dove riconosci tutte le sfumature di terre, pietre, coralli. Ecco che la maglia ridiventa materia, il colore sogno, la forma collezione. Ho forgiato la geometria e, di nuovo, al suo centro sta una donna. Il suo corpo rissoso sfuggirà allʼordine? Si chiamerà di nuovo Eva?
summer 2o11
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