DIVINE GEOMETRIE
So che esiste un accordo segreto fra creazione e materia.
Lʼho visto nella spirale di certe conchiglie e nei rapporti
armonici di una foglia: mi sono bastati i dettagli per
rincorrere le tracce di un fascino geometrico. In notti
prolifiche inseguo una divisione ordinata dello spazio,
rigoroso come una astrazione; traccio maglie e forme
spiralate. Rivisito le simmetriche maglie-scultura
intravviste nel sogno assieme a Capucci. I colori sfumano
sbiancandosi, le forme si squagliano al calore del sole, gli
spigoli si incurvano. Nei vasti bianchi e neri in
quadricromia, prendono vita i colori: bianchi solari che
accecano, blu invece slavati, un turchese tahitiano che
scalpita nella luce, e il giallo che grida come il colore della
follia. Il jersey esulta nelle macchie dello shibori o nei
soffietti cromatici che aggiungono tridimensionalità alle
sculture lineari. Geometrie mimetiche nel pachtwork di
cromie e materiali di uno stesso capo dove riconosci tutte
le sfumature di terre, pietre, coralli. Ecco che la maglia
ridiventa materia, il colore sogno, la forma collezione. Ho
forgiato la geometria e, di nuovo, al suo centro sta una
donna. Il suo corpo rissoso sfuggirà allʼordine? Si
chiamerà di nuovo Eva?








































