METROPOLIS
Lei è un Androide lucente dalle forme perfette. Nel chiarore la maglia invade le superfici, le attraversa in fughe prospettiche come un sentiero che si allontana all'orizzonte.
L’estasi del cuore biomeccanico alimenta i lucidi elettroni rivestiti di lane nitide e pressate di compenetrazioni materiche impreziosite di pelliccia. La nappa nera si contrae e spacca la maglia che diventa assoluta.
I cerchi di luce che la circondano danno vita agli intarsi, alle righe di colore, alle bicromie sovrapposte con stampe effetto pelle.
In questo mondo di robot, di cloni, di avatar, incede un essere fascinoso nella vermiglia boccuccia capace di risvegliare corpi oppressi e senza stile
Nei chiaroscuri eleganti di un modernismo senza tempo
riluce la stampa X-RAY in una metropoli diurno-notturna del futuro.
La tragica bellezza del nero non lascia scampo alle incertezze; il tono ossidato, l’ azzurro, il bianco, il cammello, il marrone, il rosso lava, l’eleganza leziosa del verde scuro ed intenso.
Poi, all’improvviso, par di vedere il corpo sparire in una nuvola di vapore, mentre tutto si vanifica attorno a lei. Per sempre












































